Il caldo estremo è stato uno dei protagonisti inattesi della giornata del 24 gennaio agli Australian Open, incidendo in modo diretto sull’andamento di diverse partite, compresa quella che ha visto Jannik Sinner opposto allo statunitense Eliot Spizzirri. Partite che non vengono mai perse dai bookmakers principali come https://www.winsane.it.com/, sul tennis offrono quote, classifiche, calendari e possibilità di fare previsioni e pronostici. In una Melbourne soffocata da temperature elevate e umidità intensa, il torneo aveva già adottato misure preventive, ma è stato durante la notte australiana che è scattato l’Extreme Heat Protocol, una procedura regolamentare che ha finito per rivelarsi decisiva anche per il numero due del mondo.
Le condizioni climatiche difficili non hanno colto di sorpresa l’organizzazione. Proprio per limitare i rischi legati allo stress termico, l’Australian Open aveva anticipato l’inizio dei match alle 10.30 e programmato un numero maggiore di incontri sulla Margaret Court Arena, uno degli stadi dotati di tetto retrattile. Accanto alla Rod Laver Arena e alla John Cain Arena, questo impianto consente di intervenire rapidamente in caso di caldo eccessivo, chiudendo la copertura e attivando i sistemi di refrigerazione.
Nonostante queste precauzioni, nel corso della giornata i valori ambientali hanno raggiunto soglie tali da rendere necessaria l’attivazione dell’Extreme Heat Protocol, noto anche come AO-EHP. La procedura non ha riguardato una singola partita, ma tutte quelle in corso, secondo quanto previsto dal regolamento del torneo.
Un match più duro del previsto per Sinner
La sfida tra Sinner e Spizzirri si è rivelata molto più complessa del previsto dal punto di vista fisico. L’azzurro ha impiegato oltre tre ore e mezza per avere la meglio sull’americano, numero 85 del ranking mondiale, dopo aver perso il primo set e aver dovuto gestire una partita lunga, spezzata e logorante.
Dopo aver pareggiato i conti nel secondo set, Sinner ha iniziato il terzo in evidente difficoltà. Spizzirri si è portato avanti 3-1, approfittando di un momento di calo dell’italiano, apparso affaticato dalle condizioni ambientali. Proprio in quel frangente, con il caldo ormai oltre i limiti di sicurezza, è entrato in funzione il protocollo per il caldo estremo.
Il regolamento dell’Australian Open prevede che l’attivazione dell’AO-EHP avvenga sulla base di quattro parametri combinati tramite un algoritmo: temperatura, umidità, calore percepito e velocità del vento. Da questi elementi nasce la Heat Stress Scale, una scala che va da 1 a 5 e che misura il livello di stress da calore.
Quando il valore resta basso, le partite possono proseguire regolarmente. Al livello 4 è previsto un cooling break, mentre il grado massimo comporta la sospensione degli incontri. Nel caso della notte di Melbourne, è stato raggiunto proprio il livello più alto della scala. Sui campi secondari, privi di tetto, il gioco è stato sospeso. Sui campi principali, invece, il regolamento stabilisce che la partita possa continuare con la chiusura del tetto e l’attivazione dell’aria condizionata.
È quanto accaduto durante Sinner-Spizzirri, con la procedura applicata al raggiungimento di un numero preciso di giochi, in questo caso sul punteggio di 3-1 per l’americano nel terzo set.
Il tetto che si apre e si chiude, il bello delle partite indoor in stadi di ultima generazione
La chiusura del tetto ha di fatto trasformato l’incontro in una partita indoor, con una temperatura più stabile e condizioni nettamente più favorevoli. Per Sinner, provato dal caldo e alle prese con crampi diffusi, la pausa e il cambiamento ambientale hanno rappresentato un momento chiave.
Una volta ripreso il gioco, l’azzurro ha gradualmente ritrovato energia e lucidità, riuscendo a ribaltare l’inerzia del set e a conquistarlo. Da lì in avanti, la partita ha preso una direzione diversa: Sinner ha gestito meglio gli scambi, limitato gli errori e imposto il proprio ritmo, fino a chiudere la sfida in quattro set.
Al termine dell’incontro, Sinner ha spiegato di non aver espresso il suo miglior tennis, ma di aver cercato di adattarsi alle difficoltà del momento, anche grazie al sostegno del pubblico. Ha riconosciuto che i crampi, iniziati alle gambe e poi estesi a tutto il corpo, rappresentano un aspetto su cui dovrà lavorare, sottolineando però come il tennis sia anche un gioco mentale, soprattutto in condizioni estreme.
L’italiano ha evidenziato di aver affrontato la partita punto dopo punto, con l’obiettivo di restare in lotta nonostante la fatica. Il miglioramento progressivo delle sensazioni fisiche, unito alla pausa forzata, gli ha permesso di ritrovare fiducia e continuità.
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