Atlantide e le mitiche avventure oceaniche

Platone nel IV secolo a. C, menzionò nei dialoghi Timeo e Crizia, un’isola leggendaria che nella storia, nei romanzi e nelle trame dei film è l’El Dorado, la Macchu Picchu oceanica, conosciute per essere ricercate per i loro tesori preziosi e strani poteri magici.

Parliamo di Atlantide, una città rimasta sommersa nei mari, dove i suoi cittadini non sono proprio morti. C’è chi dice che siano diventati sirene, che vivano solo della loro entità spirituale sopravvissuta o immortale, che si siano adattate diventando una sorta di specie marina con poteri più forti degli uomini.

Miti, leggende e pericoli nei mari legati ad Atlantide

Essendo una città ricca e fiorente, sommersa all’improvviso, ha conservato i tesori e gli ori della popolazione e, soprattutto, dei principi e dei re che l’hanno governata.

Dato che molti pirati, molti ricercatori d’oro l’hanno cercata si sono aggiunti forzieri e gioielli delle numerose navi affondate.

Infatti, alla leggenda si aggiunge che le imbarcazioni che passano sopra o vicino ad Atlantide rischino di affondare per un’improvvisa tempesta.

Il problema è che non si sa dove sia collocata veramente la città sottomarina fantasmam quindi questo rischio potrebbe essere dovunque oppure. Si parla così di una coincidenza possibile con il Triangolo delle Bermuda, anche se la geografia di Platone la collocava più vicino all’Europa che verso il Pacifico.

Il mito rimescolato di Atlanide e l’ispirazione continua

Dall’Antica Grecia dobbiamo unire il mito sacro della presenza di Poseidone o Nettuno, il Dio del Mare, ultimo dei fratelli di Zeus. Queste due divinità importantissime insieme a Ade, Era, Estia e Demetra erano tutte figlie di altre divinità superiori, una scala famigliare più ampia quindi rispetto a quelle attuali, cristianesimo, protestantesimo, ebraismo, islamismo.

Al mito di Atlantide sono state dedicate trame, canzoni, poesie, romanzi e pellicole cinematografiche e televisive. Il mito è sempre rimaneggiato rispetto alla scrittura originale di Platone, perché nel fantasy piace mischiare le figure più leggendarie e affascinanti prodotte dalle culture antiche e popolari.

Anche il mondo dei videogiochi è così, ma c’è di positivo che non guardi un personaggio vivere la sua avventura, sei tu che ti immergi per raggiungere degli obiettivi, distruggere un nemico, interpretare in prima persona un eroe o anche un nemico nei videogiochi collettivi.

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Il suo Atlantis Megaways è un gioco di media difficoltà, l’obiettivo è vincere più soldi possibili attivando i rulli e realizzando combinazioni vincenti, cosa non molto semplice.

Il simbolo Wild con cui ottieni tanti punti è rappresentato da un tempio stile greco antico, caratterizzato da una lunga scalinata, colonne e un interno sacro che ha la cupola sferica.

Il simbolo scatter, quello che attiva i giochi speciali dove si ottengono punti e soldi ma con un’attività diversa dalla slot dove stai è rappresentato da un forziere del tesoro.

Il simbolo più alto tra quelli da abbinare è rappresentato dal Dio del Mare, considerato il fratello del Dio del Cielo, c’è poi una terza entità che è il Dio degli inferi. In tutti i romanzi epici, fantasy basati sulla mitologia greca ci sono sempre questi tre personaggi a battagliare, allearsi e una schiera di dee e personaggi femminili cavalleresche.

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