Fiat 500: storia di un’icona tutta italiana

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Come nasce un mito: dai disegni alla produzione

Non crediamo di esagerare considerando la nuova 500 come l’oggetto che più rappresenta l’Italia a partire dagli anni sessanta. Il topolino tutto italiano, nato dalla penna di Dante Giocosa che immaginò un’auto molto semplice, con due sedili anteriori e un divanetto posteriore, può essere definito come la prima city car della storia delle automobili.

Arrivata in un momento in cui gli italiani incominciavano ad interessarsi alla 600, la nuova 500 fu il tentativo del presidente Vittorio Valletta di creare una nuova auto economica. Del progetto iniziale fu mantenuto quasi tutto, ad eccezione del motore, che venne sostituito con un quattro tempi a due cilindri. Un progetto che porterà ad un’auto rimasta in produzione, attraverso tutte le modifiche e i vari modelli, per quasi 18 anni.

La nuova 500 ha accompagnato quasi quattro milioni di automobilisti per le strade italiane e non solo. L’iconico cambio con la doppietta per poter scalare le marce o il tettuccio apribile sono stati i compagni di guida di molti neopatentati che ambivano a guidare il famoso cinquino. Proprio a causa del tetto apribile, ci volevano quasi 495 mila lire, mentre la versione normale ne costava 560. Un anno dopo arriva anche la versione sport con il tettuccio rigido e con la possibilità di avere la verniciatura bicolore, si passa da 95 km/h a 105 km/h.

Questa straordinaria icona tutta made in Italy ha accompagnato le generazioni di giovani, adulti e meno adulti dalle prime puntate del Carosello all’avvento delle VHS.
La nuova 500 è stata l’icona che meglio ha guidato il paese italiano verso l’evoluzione rapida e costante di quegli anni, fino all’industrializzazione. Oggi non sono pochi i guidatori che cercano di possederla, fosse anche una Fiat 500 usata. Seguiamo quindi la rapida evoluzione di questa icona che ci rappresenta tutt’oggi nel mondo.

L’evoluzione della Fiat 500: le versioni al passo coi tempi

La nuova 500, quindi, nasce nel 1957 in tre versioni:

  • Nuova 500 sport
  • Nuova 500 berlina
  • Nuova 500 con tetto apribile

Dal 1960, invece, arriva la Giardiniera, il modello station wagon dell’ormai collaudato topolino e, da lì in poi, cominciarono ad essere prodotte tante declinazioni del mito Nuova 500.

  • 500 D: Design

Nel ’60 arriva la 500 D con un prezzo di lancio di 450 mila lire. Con la D si ritorna ai 4 posti omologati ma si va avanti con delle modifiche di design a quasi tutti i gruppi ottici. Anche questa versione conserva il tettuccio apribile ma ora è in un tessuto più rigido e resistente quando è chiuso ma, soprattutto, migliorato nel meccanismo di apertura e chiusura. Arriva, dopo un periodo di sperimentazione iniziato sulla Giardiniera, anche sulla 500 D, lo schienale posteriore reclinabile.

  • 500 F: Famosa

Si arriva, così, alla versione più famosa e, non a caso, denominata 500 F. Lanciata nel 1965, questo modello ha qualcosa di rivoluzionario in più reparti, a cominciare dalle portiere. Fino ad ora le portiere erano incernierate sul lato posteriore mentre ora vengono, per la prima volta, incernierate all’anteriore. Altri cambiamenti sono visibili sia all’esterno che all’interno, con dettagli cromati che impreziosiscono l’auto che ha abbondato ormai lo stile spartano di un tempo e cerca di andare al passo coi tempi. Altre modifiche, più tecniche, riguardano la meccanica che viene irrobustita e migliorata.

  • 500 L: Lusso

Con un prezzo di poco superiore alle 500 mila lire, con la 500 L si passa ad un nuovo grado dell’evoluzione con importanti migliorie a livello estetico, sia di interni che esterni. I gruppi ottici anteriori e posteriori sono ora più grandi e a subire importanti rivisitazioni estetiche è soprattutto il marchio: si abbandonano le grigliette per passare al logo Fiat. Anche gli interni vengono ridisegnati, partendo dal volante che ora ha un incavo centrale ed è verniciato di nero opaco. Anche la plancia e gli interni subiscono non pochi cambiamenti.

  • 500 R: Rinnovata

La vettura che segnerà la fine dell’avventura chiamata Nuova 500, esce nel 1972 al Salone dell’Auto di Torino. La 500 R è una vettura importante che segna il traguardo di milioni di auto fabbricate e vendute in quindici anni di innovazioni e perfezionamenti. Tre stabilimenti da Mirafiori all’Autobianchi, per arrivare alla SicilFiat di Termini Imerese che produrrà l’ultima 500 in assoluto.

Il ritorno della 500

L’icona italiana riprende vita e, nel 2004, viene presentata la Trepiùno per mostrare un’immagine nuova ma sempre iconica del topolino torinese. Le forme e il design esterno sono chiaramente un richiamo al passato, al mito del ’57, e fanno della nuova 500 un’auto compatta, una vera city car.
Degne di nota sono:

  • 500 Diesel. Un’edizione limitata del 2008 basata su un trittico di colori tra nero bronzo e verde. Questa 500 comprende il logo Diesel in più parti dell’auto, dai cerchi al quadro strumenti e al cambio. Gli interni sono dominati dal tessuto denim e un richiamo alla famosa quinta tasca di Diesel è posto sulla zona laterale dei sedili anteriori.
  • 500 Gucci. La firma del marchio è visibile dal portellone posteriore al montante porta. Immancabile la striscia colorata verde-rosso-verde di Gucci che accompagna tutta la carrozzeria, collegando interni ed esterni. Anche i sedili, infatti, riprendono il tema Gucci che arriva a impreziosire cambio, tappetini e cinture di sicurezza.
  • 500 Riva. La versione è senza dubbio un omaggio al famoso yacht. Gli elementi base del design a bordo sono infatti il legno e la tecnologia. Grande sfoggio in perfetto stile Riva è la plancia che mostra la sua anima in mogano verniciato a mano con richiami in acero. Richiami al legno di Riva anche per volante e tappetini con il logo che troneggia sulla plancia, sul cofano posteriore e sul passa ruota.
  • 500 Lounge. Anche su questa versione la 500 non perde il suo carattere e le sue doti, paraurti più pronunciati, inserti cromati e gruppi ottici modificati (ora abbiamo un impianto a LED) non fanno altro che mantenere il mito al passo coi tempi. Anche gli interni hanno subito un restyling non da poco, ora troviamo infatti un impianto multimediale di impatto. Come sempre la prima city car al mondo conserva la sua agilità nel traffico cittadino, volante e frizione leggeri aiutano a stressarsi meno nel traffico. All’interno troneggia il display da 5,5 pollici che ospita l’impianto di infotainment che funziona bene.

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