Le varie tipologie di crittografia

La parola crittografia è composta da due parole greche Kryptós (nascosto) e graphía (scrittura).

La crittografia è un sistema che, per l’appunto, nasconde e rende incomprensibile un messaggio a chi non può decodificarlo, in quanto non possiede una chiave di lettura.

Questa scienza, che fa parte della crittologia, viene utilizzata per lottare contro il crimine informatico o cybercrime, ovvero l’abuso della tecnologia informatica. Negli anni è stata spesso utilizzata in ambito

militare per comunicare senza che i nemici potessero decifrare i messaggi.

Si comincia a parlare di crittografia già nel 400 a.C e lo fa Plutarco nell’opera Vita di Lisandro. Gli spartani utilizzavano la Scitala Lacedemonica, per comunicare tramite un testo cifrato.

Si trattava di un bastone con avvolto un nastro di cuoio, su cui si scriveva per colonne parallele all’asse del bastone un messaggio segreto. Una volta tolto il nastro, era possibile leggerlo solo tramite un bastone uguale al primo.

A partire dal Rinascimento la crittografia è diventata anche un’arma politica. Gli esperti in questo campo si trovavano a Roma, ed erano al servizio dei Papi. Nel 1894, quando Alfred Dreyfus venne processato per alto tradimento nel contesto di spionaggio militare, la difesa decise di presentare come prova un telegramma in codice, che venne intercettato e decifrato, ma non fu accettato. Il capitano alsaziano di origine ebraica venne quindi condannato per un errore giudiziario. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi per comunicare tra loro utilizzavano un dispositivo portatile crittografico, il famoso Enigma Code.

Al giorno d’oggi la crittografia viene utilizzata in ambito informatico. Il suo utilizzo permette di rendere l’oggetto della comunicazione più sicuro.

La sicurezza è infatti fondamentale, a causa dell’avvento dei computer, che ha reso superati i vecchi metodi di crittografia; con la rete Internet i nostri dati circolano, e potrebbero essere violati e rubati facilmente.

Per crittografare un messaggio si utilizza l’algoritmo matematico che trasforma una sequenza di caratteri; la trasformazione si basa sul valore di una chiave segreta, che rappresenta il sigillo di sicurezza del sistema crittografico. Questo aumenta la possibilità di protezione della privacy.
Tutti noi utilizziamo, senza rendercene conto, tecniche crittografiche, ogni volta che preleviamo da un bancomat, utilizziamo una pay-tv o acquistiamo prodotti su Internet utilizzando la carta di credito.
Vediamo insieme quali sono i principali tipi di crittografia e come utilizzarli.

Le diverse tipologie di crittografia

In base alla chiave di decodifica utilizzata, si avranno vari tipi di cifratura e quindi di crittografia.
Possiamo parlare di crittografia simmetrica quando viene utilizzata un’unica chiave per cifrare e decodificare le informazioni. Sia mittente che destinatario utilizzeranno una sola chiave segreta. La crittografia simmetrica più importante è l’AES (Advanced Encryption Standard).
La crittografia asimmetrica invece si ha quando si utilizzano una chiave pubblica e una privata, entrambe fondamentali per decifrare il testo: sia mittente che destinatario avranno a disposizione quella pubblica.
L’algoritmo di questo genere più famoso è l’RSA (Rivest, Shamir, Adleman).

Un altro tipo di crittografia conosciuta è quella quantistica. Ci si basa sulla meccanica quantistica per evitare di far intercettare la chiave di decodifica mentre la si sta scambiando.

Esiste poi la funzione crittografica di Hash: l’algoritmo modifica una quantità di dati in una stringa fissa detta hash value. Il sistema serve per controllare se il messaggio nella fase di invio o in quella di ricezione è stato sottoposto a modifica. Questa crittografia è unidirezionale, per cui è difficile invertire il meccanismo. I più importanti algoritmi conosciuti sono l’MD5 e l’SHA-1, oggi quello più conosciuto è l’SHA-2.

Un altro metodo è quello dei reticoli utilizzati nei protocolli crittografici di TLS e Internet Key Exchange. La crittografia lattice-based serve ad applicare i Fully Homomorphic Ecryption (FHE). Sarà possibile fare calcoli senza doverli decifrare.

Come utilizzare la crittografia per proteggere i dati

Per garantire al massimo la riservatezza, il documento crittografato che viene trasmesso ad un’altra persona dovrà essere cifrato con la chiave pubblica del destinatario del messaggio: infatti un messaggio cifrato con chiave pubblica può essere decifrato solo con la relativa chiave privata.
Se invece l’utente che trasmette il documento vuole garantire l’autenticità dello stesso, facendo capire al destinatario che il testo proviene da lui, dovrà cifrarlo con la propria chiave privata ed inviarlo col documento. Il destinatario confrontare i due messaggi, e decifrare quello privato con la chiave pubblica.
È possibile utilizzare entrambe le modalità per garantire contemporaneamente riservatezza e autenticità.

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